In evidenza News 03.12.2025 Resoconto evento “LA NUOVA SANITÀ TERRITORIALE LE CASE DI COMUNITÀ – Il contributo delle Professioni sanitarie” Invitati e RelatoriPresentazionePresentazionePresentazionePresentazionePresentazioneTavola rotondaTavola rotondaTavola rotondaTavola rotondaTavola rotonda Ieri 3 dicembre dalle 16.30 alle 20.13 si è tenuto il convegno organizzato dall’Ordine delle Professioni Sanitarie (TSRM-PSTRP Trento), sul contributo delle professioni sanitarie tecniche riabilitative e della prevenzione nella realizzazione della riforma sulle sanità territoriale e delle case della comunità. Dopo i saluti della padrona di casa la Presidente Cristofolini e del Presidente della federazione nazionale Diego Catania, la prima sessione ha visto sia un’attenta analisi delle funzioni e delle competenze dei professionisti, che l’esposizione delle prospettive professionali riconducibili alle case della comunità. Grande interesse per la radiologia territoriale della Toscana (A. Valeri) e per l’altra diagnostica di prossimità, quella di laboratorio (M. Torboli). Sono seguiti interventi sulle altre professioni tecniche diagnostiche e di assistenza, in particolare con le dietiste (A. Pacenza) e gli audiometristi (P. Tomasi). Un’integrazione già consolidata e testata per le 7 professioni riabilitative (L. Varneri riabilitazione psichiatrica e A. Giacomuzzi educatori professionali) che sono già pronte per la sfida della presa in carico sul territorio. Hanno concluso A. Pedrotti e L. Gottardi che hanno evidenziato le potenzialità del territorio per fare promozione della salute e prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro. Nella seconda sessione la tavola rotonda con il confronto tra il DG PAT A. Ziglio, la Direttrice dell’integrazione socio sanitaria APSS E. Bravi, i Presidenti della Consulta della salute E.Viliotti e delle politiche sociali P. Tonelli nonché gli Ordini dei medici – C. Sperandio-, degli Assistenti Sociali C. Malpaga e delle Professioni sanitarie tecniche riabilitative e della prevenzione (M. Cestari e B. Cristofolini) che hanno apprezzato e commentato gli interventi professionali con delle proposte di prospettiva. Il vicepresidente Cestari ha inoltre evidenziato la necessità di una revisione del modello organizzativo per migliorare la prevenzione in Trentino, finora asfittica, anche con l’abbandono della sede unica di riferimento e una line di prevenzione territoriale diffusa e di prossimità, sganciata dalle tradizionali e limitate logiche di vigilanza e di repressione. Grande soddisfazione per gli organizzatori: questo voleva essere un primo incontro per far conoscere le forze in campo ed evidenziarne le competenze e le potenzialità. Si auspica che l’appello dell’Ordine abbia un seguito e apra le porte al confronto con gli altri stakeholder, psicologi, infermieri, fisioterapisti, ostetriche, le parti sociali, il terzo settore e le autonomie locali. Sicuramente necessaria una terza fase dove gli incontri dovranno diventare più operativi per iniziare a definire in concreto un cronoprogramma con APSS che è il soggetto regista della riforma. Non mancheranno confronti e partecipazione con i giovani, con gli studenti dei corsi di laurea dell’area sociale e sanitaria ma soprattutto con la popolazione affinché prenda coscienza e consapevolezza del cambio di paradigma ospedale territorio, e del fatto che ha voce in capitolo per modellare le nuove risposte ai bisogni di benessere e di salute. Grande partecipazione all’evento con poco meno di cento persone di cui 85 in presenza e circa 30 in videoconferenza a distanza; per lo più professionisti dell’Ordine organizzatore, ma anche rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari, dirigenti delle professioni sanitarie APSS, medici, organizzazioni sindacali e altri rappresentanti della società civile. Assenti gli infermieri causa, a loro dire, del ridotto preavviso dell’invito, hanno inviato una PEC evidenziando il mancato invito sul palco, ritenendosi in sostanza l’unico fulcro dell’assistenza di comunità e che ogni discussione debba coinvolgerli. Gli organizzatori in realtà partivano dal presupposto che la presenza di medici ed infermieri nella case della comunità fosse un dato assodato: il ruolo per gli infermieri è chiaro e definito, gli IFoC sono importanti, ma se ne è abbondantemente parlato, a più riprese. Per una volta, forse per la prima volta, il focus è stato sulle altre professioni sanitarie e socio sanitarie che rappresentano circa 2200 lavoratori in Trentino e che per molti addetti ai lavori sono ancora sconosciute. La conoscenza reciproca rappresenta sicuramente il valore aggiunto per consolidare nuovi modelli di assistenza multiprofessionale, per una presa in carico completa dei bisogni.Polemiche a parte (e boicottaggio sulla partecipazione degli infermieri e del polo universitario) gli organizzatori sono soddisfatti ed entusiasti della partecipazione e dello spessore delle proposte presentate. Verrà formalizzata a breve una nota di posizionamento affinché i decisori e i soggetti coinvolti possano attingere e contaminare per portare a casa un risultato efficace, partecipato e diffuso. Barbara Cristofolini